Isolamento acustico: le 5 bugie più comuni

di | 11 Giugno, 2019

Capisco ora che i confini tra rumore e suono sono convenzioni

In questo articolo voglio parlarti delle 5 bugie più comuni che ti sarà capitato di sentire quando si parla di isolamento acustico.

Come ho già scritto più volte nei miei articoli, la mia missione è quella di trasmettere ai progettisti la cultura legata al comfort acustico, dimostrando come una corretta progettazione acustica si debba fondere con l’architettura, con lo spazio, con l’uomo che la vive e con l’ambiente, in una prospettiva di benessere collettivo.

Ti sarà sicuramente capitato di ricevere consigli di isolamento acustico da persone non del mestiere, questi consigli il 99% delle volte si rivelano essere solo delle leggende metropolitane.

bugie inquinamento acustico
Ritengo che sia importante smascherare queste bugie per due motivi:
  • per una maggiore trasparenza e collaborazione tra Progettista e Tecnico Competente in Acustica, i progetti migliori sono frutto di un grande lavoro di squadra;
  • poi perché ritengo che l’obiettivo comune debba essere quello di prendersi cura delle persone che fruiranno i nostri edifici, ricercando alti livelli di comfort su tutti gli aspetti della costruzione, e questo si può fare solo smascherando le bufale che si nascondono dietro i consigli dati da persone inesperte.
Vediamo quindi le 5 bugie più comuni di cui si parla quando si tratta di isolamento acustico:

“Se applichi i cartoni delle uova sulla parete di una stanza otterrai un ottimo isolamento acustico a costo zero”

Questa è la bugia più sentita e più banale quando si parla di isolamento acustico.

I cartoni delle uova non insonorizzano e non fungono da isolante acustico, tuttavia assorbono i suoni e non li fanno riflettere sui muri, riducendo il riverbero e abbassando l’eco del suono.

Se ti interessa capire che differenza c’è tra isolamento acustico e fono assorbimento clicca qui per leggere questo articolo.

Il concetto di base è che le pareti di una stanza, avendo una superficie liscia e dura, riflettono il suono creando il classico effetto “eco”, il riverbero che si genera può essere molto fastidioso soprattutto se la stanza è abitata da più persone o viene utilizzata per comporre e registrare musica.

I cartoni delle uova “puliscono” il suono, lo rendono più “asciutto”, svolgono la stessa funzione dei pannelli fonoassorbenti.

Io personalmente sconsiglio di utilizzarli anche nell’ipotesi di uso per assorbimento acustico perché:

  • sono esteticamente sgradevoli;
  • non dispongono di certificazione acustica quindi non si produrrebbe un progetto preciso.

“Per insonorizzare un divisorio è sufficiente applicare un pannello da 80€ che puoi trovare in un grande magazzino”

Per la serie, se fosse così semplice lo farebbero tutti.

La verità è che non conosco una sola persona che sia riuscita a risolvere gravi problemi di isolamento acustico tra pareti divisorie applicando solo dei “pannelli fonoisolanti” a basso costo e reperiti in un grande magazzino.

Come ho ribadito più volte, la parete divisoria tra unità abitative diverse è la più delicata a livello acustico e necessita di una serie di accorgimenti in fase di costruzione ma soprattutto di una progettazione dedicata e precisa.

Quindi NO, non è sufficiente applicare pannelli fonoisolanti per ottenere risultati decenti.

“L’unità esterna è silenziosissima, non si sente nemmeno, non creerà problemi”

Questa frase viene spesso detta a parole dalle ditte che vendono unità esterne.

Il grosso problema è che senza un progetto previsionale di impatto acustico questa affermazione è totalmente priva di senso poiché la macchina potrebbe anche essere silenziosissima, ma la parte fondamentale è giocata dal rumore di fondo della zona in cui verrà posizionata.

Ti faccio un esempio, metti caso che un’unità esterna di un motore frigorifero venga collocata in un cavedio al piano terra di un edificio.

Su questo cavedio si affacciano delle residenze ai piani superiori.

La macchina ha una potenza acustica = 55 dB(A) mentre il rumore di fondo del cavedio a impianti spenti è = 30 dB(A), senza fare calcoli troppo complessi posso già affermare che in periodo notturno viene superato il limite del criterio differenziale di 3 dB e a quel punto se scattano delle denunce non sarà più possibile rivalersi sul venditore che affermava che la macchina fosse “silenziosissima”.

“Ho fatto il cappotto in polistirolo, va bene anche per l’acustica?”

Materiali come il polistirolo, polistirene, EPS e affini NON isolano acusticamente.

Sono materiali ottimi per l’isolamento termico ma non acustico, anzi per quanto riguarda il rumore è come trovarsi in presenza di un enorme foro.

I materiali che isolano acusticamente sono le lane (roccia, vetro…) e le fibre (legno…).

“E’ sufficiente rifare il cappotto esterno, senza cambiare i serramenti”

Con quest’ultima bugia colgo l’occasione per parlare di un concetto acustico fondamentale: quando si parla di rumore vince sempre l’elemento più debole.

Se si hanno problemi di rumore che arriva dall’esterno, è dispendioso e inutile fare un cappotto in lana di roccia quando il rumore maggiore passa dal serramento.

Questo concetto vale per tutti i piccoli elementi di facciata (cassonetto, prese d’aria…).

Quando si tratta di isolamento e bonifica acustica è fondamentale affidarsi a professionisti poiché come vedi le “leggende” che circolano sull’acustica sono tante e pericolose.

Quelle che hai letto tutte affermazioni che mi è capitato di sentire più volte, a te è mai stato detto nulla di simile? Scrivilo nei commenti qui sotto.

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Altrimenti se non l’hai ancora fatto e vuoi approfondire l’argomento dell’isolamento acustico declinato per le diverse tipologie costruttive CLICCA QUI per scaricare gratuitamente la guida “Architettura e acustica: consigli pratici per una corretta progettazione”

In questo report ti mostrerò una serie di consigli acustici da applicare nel tuo progetto di architettura, i temi trattati sono:
  • “Residenza”: l’acustica nella residenza
  • “Uffici” : l’acustica negli uffici
  • “Ristoranti” : l’acustica nei ristoranti
  • “Scuole”: l’acustica nella scuola
  • “Teatri”: l’acustica nei teatri
  • “Edifici produttivi”: l’acustica negli edifici produttivi

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